martedì 19 giugno 2012

A nervi scoperti.



Vorrei un libro che parlasse di me. Sì, che lo faccia lui al posto mio perché, purtroppo, io non son capace. Io mi ammutolisco spesso e abbasso gli occhi quando, invece, vorrei dire. Voglio che c’abbia almeno mille pagine; potrei vedere chi davvero ha la curiosità ed il coraggio di arrivare fino all’ultima. E poi, voglio che dica tutto, davvero tutto. Di quelle infinite volte in cui sono stata una stronza, quelle in cui mi sentivo invincibile e di quelle, che non racconto a nessuno, in cui sono stata ferita. Sì, perché io vorrei che il libro che parlasse di me, riuscisse a farlo senza l’orgoglio dietro il quale nascondo la mia vita.
Com’è possibile nascondere una vita? Vivendone un’altra! Stando sempre al di là del vetro che ti fa vedere come vivresti se solo la smettessi di tormentarti, se solo scegliessi per una sola volta di fare ciò che faresti e non ciò che fai.
Già, perché io non faccio mai quello che farei. Finisco sempre per evitare nel dubbio che, forse, non sia proprio la cosa giusta da fare. Sapete quante cose si perdono mentre si è intenti a non mostrare le proprie debolezze? Vivi mille giorni con la sensazione di averne vissuto solo mezzo continuando a ripeterti “cambierà”.
Voglio che il libro che parli di me, contenga tutte le persone. Quelle che mi hanno ferito, quelle che ho ferito, quelle che mi hanno amato, quelle che ho creduto di amare..anche quelle con cui ho incrociato lo sguardo mentre camminavo su un marciapiede in direzione di chissà quale meta. Non è mai stato tempo sprecato ma, nonostante ciò, ho come la sensazione di essermi sempre mossa dentro una folla senza volti. Non c’era un solo essere umano.
Voglio che il libro che parli di me, mi aiuti a scivolare fuori dalla mediocrità di chi si fermerebbe a pagina 2, con la presunzione di aver già capito come finirà e poter dire a chi è arrivato in fondo:
:

“ Ok, adesso sai tutto. Sai che, probabilmente, ci saranno più contro che pro. Sai che capiterà spesso che ti sentirai ferito da me ed avrai la sensazione che a me non importi mai nulla perché non sono capace di comportarmi altrimenti. Sai che nel momento in cui un giorno deciderai di andartene, io non ti inseguirò pur volendolo con tutta me stessa fare e, invece, mi torturerò le labbra con le mani e ricomincerò a fumare. Sì sai tutto. E adesso, dimmi… ce l’hai il coraggio di continuare?” 

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