martedì 19 giugno 2012

E ti scrivo ancora un po' e lo so che non dovrei.



Mossa da sentimenti di rassegnazione, cominciai volutamente a ricordare ed elencare a mente tutto ciò che mi aveva portata a farmi innamorare di te. Non potevano essere stati quei capelli corvini che legavi malamente in maniera voluta. Non potevano essere state quelle spalle, quei denti. Era sicuramente stata quella luce. Sì, perchè mi capita spesso di mettermi a passeggiare per la città guardando di proposito dentro agli occhi dei passanti e credimi, quella luce lì io non l'avevo mai trovata. Abbagliata dallo splendere di quegli occhi marroni, quei capelli, quelle spalle, quei denti, avevano perso significato. Non c'era nient'altro. L'ho persa di vista quella luce, l'ho persa di vista già da un pezzo ma solo io posso sapere quanti altri occhi ho controllato, dentro a quante iridi ho scavato per trovarne almeno una pagliuzza che potesse illuminarmi una giornata. Credimi, a pensarci mi sudano ancora le mani.

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