lunedì 23 settembre 2013


Le nostre braccia erano tentacoli che si avviluppavano sui corpi per non perderne nemmeno un millimetro.

Le sue mani impazienti aprirono due cosce roventi e pulsanti e quando le caviglie si incrociarono dietro 

quelle spalle, spingendoselo addosso, un unico e deciso affondo gliela fece, finalmente, sentire sua.

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