Ho la pelle bianca della morte, le mani aggrinzite dalle
urla che solo i cuori straziati dall’amore sanno emettere, mentre indosso le
vesti di carnefice. La penombra di una sera qualunque, scosterà il mantello pesante
che mi porto addosso, errori, e rivelerà un viso pavido e atterrito. Avrò la
tua bocca. Rossa, umida, insaziabile di centimetri di corpo. Sì, avrò la tua
bocca, e ne strapperò di parole e pelle.
Me la strofinerò addosso e non perderò una goccia. Possiederò i tuoi
occhi neri, capaci di scavare le cavità dell’anima, e me li incollerò sulle
labbra. Una lacrima di paura corre adesso su una gota. Non me ne accorgerò
nemmeno. Posseduta da un istinto mai ascoltato, ti avrò e sarà conflitto
ritmato dalla voglia di sottrarsi. Una guerra che odorerà di vendetta ed
enfasi. Si scontreranno anche le ossa e annientata dalla musica di quegli
stessi occhi, ti sveglierò. Ti ho fatto del male? Ci ho pensato. Ancora.
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