mercoledì 20 giugno 2012

Ho la pelle,


Ho la pelle bianca della morte, le mani aggrinzite dalle urla che solo i cuori straziati dall’amore sanno emettere, mentre indosso le vesti di carnefice. La penombra di una sera qualunque, scosterà il mantello pesante che mi porto addosso, errori, e rivelerà un viso pavido e atterrito. Avrò la tua bocca. Rossa, umida, insaziabile di centimetri di corpo. Sì, avrò la tua bocca, e ne strapperò di parole e pelle.  Me la strofinerò addosso e non perderò una goccia. Possiederò i tuoi occhi neri, capaci di scavare le cavità dell’anima, e me li incollerò sulle labbra. Una lacrima di paura corre adesso su una gota. Non me ne accorgerò nemmeno. Posseduta da un istinto mai ascoltato, ti avrò e sarà conflitto ritmato dalla voglia di sottrarsi. Una guerra che odorerà di vendetta ed enfasi. Si scontreranno anche le ossa e annientata dalla musica di quegli stessi occhi, ti sveglierò. Ti ho fatto del male? Ci ho pensato. Ancora. 

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